La Cina raggiunge un altro primato: inviato in orbita il primo satellite per la sperimentazione quantistica

Riferisce italian.cri:

“All’1:40 del 16 agosto, al cosmodromo di Jiuquan, in Cina, è stato eseguito con successo il lancio del satellite sperimentale “Mozi”, il primo al mondo per gli studi in ambito di scienza quantistica. Il satellite era stato caricato sul razzo vettore Changzheng 2D, e realizzerà per la prima volta una telecomunicazione “quantistica” con la terra.”

“Se i test andranno a buon fine, la Cina farà un importante passo in avanti verso la creazione di una rete mondiale inattaccabile coi metodi convenzionali di hackeraggio e cracking. […] Ricercatori di tutto il mondo hanno inviato con successo messaggi quantistici via terra. Ma una vera rete satellitare permetterebbe l’invio di messaggi crittografati in un istante in tutto il mondo e consentirebbe numerosi altri possibili usi della tecnologia.”
scrive Nomaan Merchant in un articolo per phys.org.
Una innovazione fondamentale che “dimostra ancora una volta la capacità della Cina di impegnarsi in grandi e ambiziosi progetti riuscendo a realizzarli” afferma il Professor Nicolas Gisin dell’Università di Ginevra in un’intervista per il Wall Street Journal.

Una spiegazione più dettagliata e soprattutto, una qualità che riteniamo importante, semplice la offre Roberto Todini di ultimavoce.it:
“Satellite sperimenta la comunicazione quantistica”

Nel mese di agosto 2016 partirà una missione spaziale molto particolare, si tratta del primo satellite mandato in orbita per effettuare esperimenti su applicazioni della fisica quantistica (in particolare il satellite farà esperimenti sulla comunicazione quantistica) il satellite è cinese e realizzato dai ricercatori dell’Università delle Scienza e della Tecnologia di Cina di  Hefei, ma l’esperimento  è finanziato in maniera congiunta dalla Accademia delle scienze cinese e da quella austriaca.

Fonte: news.xinhuanet.com/
Che si intende per comunicazione quantistica e quali i vantaggi
Una premessa: in questo caso quantistica non è una supercazzola qui si parla di scienza. No davvero, una volta anche solo il nome meccanica quantistica era sconosciuto ai più, poi è diventato sinonimo di cosa astrusa e quasi impossibile da capire “mica è meccanica quantistica!”, adesso siamo nell’era del degrado dove il termine come la proverbiale supercazzola viene infilato ovunque dagli spacciatori  di paccottiglia new age e cazzate varie.
Niente paura non stiamo per partire con un manuale divulgativo di meccanica quantistica, vi basterà sapere che per informazione quantistica si intende informazione immagazzinata, elaborata e trasmessa in sistemi fisici descritti dalla meccanica quantistica. In parole povere un’applicazione tecnologica della meccanica quantistica si definisce tale se sfrutta alcune proprietà della materia e in particolare delle particelle descritte dalla fisica dei quanti e non da quella classica. Il campo di elezione per l’applicazione dei principi della meccanica quantistica e quello dell’informazione, cioè la comunicazione quantistica e la computazione quantistica.
Nella comunicazione quantistica il vantaggio principale è l’assoluta sicurezza della comunicazione che è assicurata da uno dei principi basilari della quantistica. In una comunicazione sicura, dunque crittografata, il tallone di Achille consiste nella necessità tra i due soggetti che comunicano di scambiarsi la chiave di decifrazione, in linea teorica (e pratica) può sempre succedere che qualcuno si inserisca, intercetti la trasmissione e decodifichi la chiave e quel che è peggio all’insaputa dei due protagonisti della comunicazione.  Se la chiave che ci si scambia è in realtà lo stato quantico, ad esempio di una coppia di fotoni, l’intercettazione potrà ancora avvenire, ma i due soggetti proprietari delle conversazione intercettata saranno consapevoli della manomissione, perché uno dei fondamenti della meccanica quantistica è che qualsiasi atto di misurazione perturba ciò che viene osservato, quindi non c’è e non ci sarà mai modo di impadronirsi della chiave senza che gli interessati lo sappiano e prendano provvedimenti.
Cosa farà il satellite cinese
Il primo e più importante esperimento è generare una coppia di fotoni entangled, cioè legati tra loro, nello spazio e spedirli a Pechino e a Vienna. L’entanglement quantistico è un fenomeno per cui è possibile che si generino delle coppie  di particelle (o anche più particelle legate tra loro) le cui proprietà sono descrivibili solo come un insieme e dipendono l’una dall’altra. Nel momento in cui si misura quella proprietà prima indeterminata su una delle due particelle immediatamente diventerà determinata anche sull’altra assumendo il valore complementare e questo a prescindere dalla distanza tra le particelle, anzi in teoria funzionando a distanza infinita (facendo impazzire Einstein che parlò di “spettrale azione a distanza” ma con buona pace del grande fisico tedesco è proprio così che funziona la realtà).
I ricercatori cinesi e i colleghi a Vienna dovranno cercare di creare un chiave di crittografazione sfruttando questo fenomeno.  Un altro importante esperimento (la missione avrà una durata di due anni) è svolgere una misurazione statistica, conducendo un test conosciuto come test di Bell (dal nome del fisico irlandese John Bell che lo ideò negli anni ’60) che dimostri che l’entanglement persiste a 1200 chilometri di distanza, come accennato secondo la teoria dovrebbe persistere a qualsiasi distanza, ma questa sarebbe una prova sperimentale.
Altri studi sulla comunicazione quantistica
Se il satellite cinese sarà il primo a portare le applicazioni tecnologiche della quantistica nello spazio, non vuol dire che nel campo ci siano solo loro, anzi ci sono un sacco di gruppi che hanno condotto studi diversi che attendono alla finestra, se la missione del satellite cinese dovesse essere un successo potremmo assistere ad una corsa a lanciarne altri. Anche l’Italia è in buona posizione con un esperimento più semplice concettualmente e meno costoso realizzato dal team dell’Università di Padova capitanato da Paolo Villoresi, il team italiano non ha creato un satellite ad hoc che creasse particelle nello spazio, ma ha dimostrato che apponendo in maniera opportuna specchi su satelliti tradizionali e colpendoli con un laser i fotoni trasmessi rimbalzavano a terra mantenendo il loro stato quantico, con errori  abbastanza bassi da essere utilizzati in crittografazione quantistica. La corsa all’internet quantistico è aperta e passa per lo spazio.

 

 

 

La “Grande Eurasia” da Mosca e Ankara fino a Pechino e Mumbai

Il patto di Shangai, imperniato su Cina e Russia, si era già allargato in India e Pakistan verso la metà del 2016: ma i nuovi accordi, in funzione anti-USA, che si sono creati il 9 Agosto nei colloqui di Mosca tra Putin e Erdogan stanno producendo un nuovo salto di qualità a favore del progetto russo-cinese della “Grande Eurasia”.
Oltre che alla creazione del gasdotto Mosca-Baku-Teheran e di nuovi snodi logistici tra i due paesi, siamo infatti in presenza dell’inizio di un processo di creazione di un’asse geopolitico che può condizionare l’intera politica mondiale nei prossimi anni, mettendo ancora più in crisi l’imperialismo statunitense, le sue “rivoluzioni colorate” e i tentativi di golpe contro i governi sgraditi a Washington, come quello a stelle e strisce scatenato in Turchia il 15 Luglio 2016: un colpo di stato che era seguito, guarda caso all’annuncio pubblico effettuato dalla Turchia  nel Giugno 2016 con il quale Ankara dichiarava di voler entrare nel patto di Shanghai.

 

 

 

 

 

“Il miracolo chiamato Partito Comunista Cinese” – di Muhammad Shahbaz Sharif, per il 95° anniversario del PCC

Di Muhammad Shahbaz Sharif, Primo ministro del Punjab

La nuova Cina è una potenza fondamentale del pianeta. Nel corso dei decenni il PCC ha dato alla Cina una forte identità, un risoluto senso di determinazione e una forte coscienza di sé, e ha trasformato il gigante assopito di un tempo in una potenza globale, economica, militare e strategica.

Il partito Comunista e la leadership cinese sapevano perfettamente che una volta che il miracolo economico fosse stato compiuto sarebbe seguito il rispetto e il riconoscimento a livello mondiale. La Cina del 21° secolo non è solamente una super potenza economica ma una vera e propria economia multi-dimensionale che ha saputo investire nelle proprie risorse umane. Salute, educazione e sostegno delle zone rurali sono la spina dorsale della nuova politica cinese. Non bisogna meravigliarsi se oggi la Cina sta raggiungendo la luna, Marte e oltre ancora.

Il PCC si discosta dall’opinione comune e dalle logiche degli abiti politici. Il ritmo vertiginoso in cui è cambiata la Cina sfida la logica, è accaduto solamente in pochi decenni ed è potuto accadere solo perché dietro la strategia vi era un corpo solido e robusto quale è il Partito Comunista Cinese.

Oggi la Cina è una impressionante potenza militare. E’ una potenza in terra, nei cieli e nei mari. La sua scienza spaziale è invidiata per l’alto livello raggiunto. Ciò non sarebbe potuto accadere se il PCC non avesse dimostrato saggezza negli ultimi decenni. Se valutiamo con attenzione vi è un metodo in questo “gioco”, c’è dietro una vera e propria scienza. È un esempio di saggezza collettiva utilizzata per il bene dell’individuo.

La Cina oggi è guidata dall’efficiente leader Sua Eccellenza Presidente Xi, un figlio leale del paese e del partito Comunista. La sua lungimirante “Una cintura e Una Via” non è altro che un fatto storico – epico – oggi audace e futuristico.

Proprio come un’antica Via ha aperto la Cina antica al mondo, il Presidente Xi capisce che la nuova Cina emergente ha bisogno di incontrare il mondo attraverso moderne rotte che diventino corridoi di scambi e libera circolazione; ciò consentirà uno scambio di talento e conoscenze tra i paesi facenti parte del progetto “Una cintura e Una Via” – come una collana di perle- che farà del mondo un luogo prospero e pacifico.

Il Pakistan e il CPEC [Corridoio economico Cina-Pakistan] sono all’avanguardia del progetto “Una Cintura e Una Via”. La Cina comprende che per il raggiungimento della prosperità il Pakistan ha bisogno di energia, strade e porti ed è esattamente ciò che sta facendo: lo dimostrano splendidamente i 46 miliardi di dollari del CPEC. Il progetto diverrà operativo dal prossimo anno e sarà un modello che il mondo potrà valutare. Ancora un miracolo il cui merito deve andare al PCC e al suo lungimirante leader, il Presidente Xi.

L’amicizia saggiata nel tempo con la Cina la definiamo “più alta dell’Himalaya, più profonda dei più profondi oceani, più dolce del miele più dolce”. Questo legame di amicizia si sviluppa quasi in parallelo con la crescita del Partito Comunista di Cina. Io lo chiamo uno sviluppo condiviso. Il Pakistan e la Cina sono rimasti stretti alleati nel bene e nel male ed è il PCC che ha permesso longevità all’alleanza e una continuità a livello istituzionale.

Al Partito Comunista di Cina deve essere riconosciuto il merito del “miracolo economico” dell’uscita dalla condizione di povertà estrema per circa 700 milioni di persone nell’arco di 25 anni. Trasformando la propria enorme popolazione in dividendo demografico, il partito ha fornito un esempio degno di essere emulato da parte degli altri paesi; ha cambiato la percezione di crescita della popolazione dall’essere un peso a elemento altamente produttivo.

In un mondo che ha di fronte a sé molteplici sfide, lacerato da lotte, la pacifica ascesa della Cina è una fonte di fermezza e razionalità. La saggezza, una storia di genio intellettuale di migliaia di anni è ciò che la Cina ha donato al mondo. La Cina ha portato un indispensabile equilibrio e un senso di moderazione all’ordine mondiale, inoltre, è un fondamentale sostenitore della creazione di un mondo multipolare sotto l’auspicio delle Nazioni Unite.

Oggi, desidero inoltre augurare al Partito Comunista Cinese il migliore dei suoi anniversari. Possano essercene altri milioni e possa l’amicizia Cina-Pakistan crescere ancor di più per i milioni di anni a venire.

Muhammad Shahbaz Sharif

 

Tratto da People Daily