Archivi del mese: settembre 2012

Cina: potere d’acquisto operaio in aumento nel 2003-2012.

Depurati del dato inflattivo, i salari reali degli operai non qualificati in Cina sono aumentati in media del 10% ogni anno, tra il 2003 ed il 2008: nel settore manifatturiero del 10,5%, mentre nelle costruzioni del 9,8%.

Secondo i dati forniti dallo studioso Cai Feng dell’autorevole Accademia delle Scienze cinese, tra il 2009 ed il 2010 il potere d’acquisto reale (al netto dell’inflazione) dei lavoratori migranti è cresciuto di ben il 19% all’anno, a dispetto della paurosa recessione che ha colpito il mondo occidentale.[1]

A sostegno della crescita del salario degli operai cinesi giunge anche, a partire dal 2009 e con un trend nei prossimi anni, l’aumento costante del salario minimo dei lavoratori che viene stabilito dalle autorità centrali e locali della Cina. Tra il 2009 ed il 2011, infatti, ogni anno il salario minimo cinese è stato incrementato mediamente di ben il 20%, con punte che nelle regioni meno avanzate ha toccato il 25%.[2]

Per fare un solo esempio, dal 1 febbraio del 2012 il salario minimo nella zona di Shenzen è stato aumentato fino a 1500 yuan, causando un incremento a catena anche del potere d’acquisto degli operai di medio livello dell’area in esame; a Shanghai, nella primavera del 2012 si è verificato un ulteriore incremento del potere d’acquisto minimo dei lavoratori.

 


[1]CaiFeng, “China’s raising wages”, 25 settembre 2011.

[2] “Minimum wage levels across China”, 22 febbraio 2012, in www.china-briefing.com