Archivi del mese: novembre 2012

Xi Jinping e il socialismo cinese

Appena eletto nuovo segretario generale del PCC (Partito Comunista Cinese), il compagno Xi Jinping ha subito incontrato i mass-media notando che la nuova direzione collettiva “non sarà compiacente né dormirà sugli allori. Sotto le nuove condizioni il nostro Partito incontra molte sfide severe; mentre vi sono anche molti pressanti problemi al suo interno che bisogna risolvere, particolarmente: corruzione, distacco dal popolo, formalismi e burocratismo causati da alcuni funzionari del partito.

Per affrontare questi problemi, noi dobbiamo innanzitutto comportarci in modo degno… Nel fare ciò, noi ci assicureremo che il nostro partito rimanga il nucleo di direzione nel far avanzare la causa del socialismo con caratteristiche cinesi” ha notato Xi Jinping. “E’ il popolo che ha creato la storia ed è il popolo che è il vero eroe, oltre alla fonte della nostra forza. Noi siamo ben coscienti che la capacità di ciascun individuo è limitata: ma quando noi tutti siamo uniti, creiamo un formidabile potere e possiamo sicuramente superare tutte le difficoltà.”

Parole assai chiare…

Fonte: “Xi leads top leadership meeting press”, in English.peopledaily.com.cn, 15 novembre 2012

Xi Jinping: Applicare creativamente il marxismo, difendere la purezza del Partito

Tratto da Frontepopolare.wordpress.com


È iniziato l’8 novembre a Pechino il XVIII congresso del Partito Comunista Cinese, chiamato a decidere la linea di sviluppo della Cina nei prossimi anni e a mettere in atto un decennale cambio generazionale nella classe dirigente.

La questione della natura del sistema politico cinese dopo le riforme di Deng provoca da sempre dibattiti molto accesi nel movimento comunista e nella sinistra. Quel che è certo è che non si può rimanere indifferenti di fronte al fatto che un Paese guidato da un Partito comunista, patria di un quinto della popolazione mondiale e in cui – anche dopo le riforme – il settore pubblico e la pianificazione continuano a giocare un ruolo determinante, continui a svilupparsi a ritmi extraterrestri ponendo così le basi per la fine del dominio dell’imperialismo a guida statunitense sul mondo.

Consideriamo positivo il fatto che il segretario del Partito della Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, abbia inviato ai comunisti cinesi un messaggio di auguri, in cui si parla di “rapporti fraterni” e di “rafforzare la cooperazione bilaterale per costruire un mondo giusto e di pace”.
Il rapporto con i partiti comunisti europei e mondiali, e un approccio non liquidazionista o auto-flaggelatorio alla storia e al presente della costruzione del socialismo, è un primo passo imprescindibile sul piano teorico per porre le basi per il rilancio, ogni giorno più necessario, della rifondazione comunista in Italia.

Si parla molto in questi giorni del probabile successore di Hu Jintao alla guida del Partito Comunista e quindi della Cina, l’attuale vicepresidente Xi Jinping. I media dell’imperialismo si chiedono ossessivamente se “avrà il coraggio” di attuare riforme politiche radicali, di tipo gorbacioviano, che pongano le basi per una “democrazia” multipartitica e per la privatizzazione dei settori strategici dell’economia.

Il discorso di apertura del congresso di Hu Jintao, in cui si è chiarito in modo perentorio che la Cina “non copierà mai il modello politico occidentale” ma persisterà “senza vacillamenti” sulla via del socialismo con caratteristiche cinesi, ha già contribuito a far cadere queste speranze di una restaurazione capitalistica in Cina a breve termine.

Non va però dimenticato che non sono pochi i dirigenti cinesi a volere una evoluzione in tal senso; basti pensare che alcuni dirigenti hanno espresso parere favorevole al rapporto stilato qualche mese fa dalla Banca Mondiale, “China 2030″, in cui si dice che senza un ridimensionamento delle aziende di Stato, senza la privatizzazione della terra e riforme politiche radicali, in sostanza senza la restaurazione del capitalismo, la Cina entrerà inevitabilmente in una grave crisi economica e sociale.
Appare quindi ancora più utile e necessario, in virtù dell’enorme importanza che la Cina ha e avrà sempre di più nell’equilibrio globale, scoprire – per quanto ci è possibile – come si ponga Xi Jinping rispetto a queste questioni di fondo. 

Crediamo perciò che possa interessare a molti compagni leggere direttamente dalla penna di Xi Jinping la sua posizione su alcune rilevanti questioni teoriche, sull’attualità e importanza del marxismo, sui problemi derivanti dall’ingresso nella società cinese – con le riforme – di rilevanti elementi capitalistici, sul ruolo dirigente del Partito comunista e sull’importanza della fermezza ideologica nel fronteggiare le sfide enormi che attendono la Cina nei prossimi anni. Pubblichiamo di seguito la traduzione dei passi più significativi di due discorsi di Xi apparsi nell’edizione inglese del quotidiano teorico del Partito comunista, Qiushi.

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STUDIARE IL SISTEMA TEORICO DEL SOCIALISMO CON CARATTERISTICHE CINESI E PADRONEGGIARE LA POSIZIONE, IL PUNTO DI VISTA E IL METODO MARXISTI
Qiushi Journal, Vol.2, No.4, 1 ottobre 2010.

I quadri dirigenti del Partito saranno in grado di incrementare sempre di più il proprio livello ideologico e teorico, saranno maggiormente in grado di distinguere il giusto dallo sbagliato e di capire e cambiare il mondo, e saranno in grado di rafforzare la propria fede nel socialismo con caratteristiche cinesi e negli ideali del comunismo solo studiando diligentemente e comprendendo a fondo la posizione, il punto di vista e il metodo marxisti.
[…]
Mao Tse-Tung, in “Riformare il nostro studio”, scritto nel nel 1941 per affrontare il serio problema della teoria separata dalla realtà e del trattamento dogmatico del marxismo all’interno del Partito, ha messo in evidenza che nello studiare e nell’applicare il marxismo-leninismo molti compagni “sono soltanto capaci di citare frasi e parole isolate dalle opere di Marx, Engels, Lenin e Stalin, ma non sanno adottare la posizione, il punto di vista e il metodo di questi maestri per studiare concretamente la situazione attuale e la storia della Cina, analizzare concretamente i problemi della rivoluzione cinese e risolverli.”
[…]
Ciò richiede di contrastare risolutamente l’idea che “il marxismo è obsoleto” e tutte le altre erronee idee che rifiutano il marxismo, ed allo stesso tempo richiede di non farsi incatenare a certe conclusioni marxiste riguardo a determinate situazioni e condizioni.
[…]
Marx ed Engels hanno messo in chiaro nel Manifesto [del Partito] Comunista che i comunisti devono sempre lavorare nell’interesse del proletariato e della stragrande maggioranza dei lavoratori. Lenin ha sottolineato che un partito comunista è l’avanguardia del proletariato e deve servire il popolo e rappresentarne gli interessi.
[…]
Di fronte alla diversificazione degli interessi e dei valori nella società che si accompagna all’approfondirsi della politica di riforma e di apertura, alcuni quadri dirigenti stanno mostrando seri problemi che non sono conformi e sono anzi in contrasto con la posizione marxista. Alcuni si sono estraniati dal popolo e sono indifferenti rispetto ad esso. Alcuni persino ingannano il popolo per guadagni personali. Ciò ha indebolito gli stretti legami tra il Partito e il popolo. […] Il popolo è una fonte illimitata di saggezza e creatività. Dobbiamo umilmente imparare da esso per aumentare la nostra saggezza politica e le nostre competenze nel governo e nella direzione e dobbiamo costantemente assorbire da esso alimentazione e forza. […] Il popolo è la forza motrice della Storia. Noi comunisti non dobbiamo mai dimenticare questo principio fondamentale del materialismo storico.
[…]
Applicando i principi materialisti alle questioni sociali e storiche, il marxismo mostra che lo sviluppo della società umana è un processo storico naturale e che il movimento delle contraddizioni sociali primarie significa che il socialismo sostituirà inevitabilmente il capitalismo. Questo ideale scientifico ha ispirato e incoraggiato generazioni dopo generazioni di comunisti a lottare, a dare il proprio sangue e a sacrificare la vita per la realizzazione di questo ideale.
Alcuni membri del Partito ultimamente hanno avuto paura di procedere di fronte ai problemi, sono pessimisti e rattristati di fronte alle difficoltà e si sono dimostrati incapaci di mantenere la propria purezza, persino cedendo alla tentazione e diventando corrotti. Si riduce tutto a problemi negli ideali e nelle convinzioni. L’esperienza ha dimostrato che per fare in modo che i comunisti abbiano ideali e convinzioni incrollabili, essi devono con coscienza studiare e comprendere il potente strumento ideologico del materialismo dialettico e storico e costruire i propri ideali e convinzioni su una solida base di analisi scientifica.

Dobbiamo comprendere correttamente gli attuali sviluppi economici e scientifici nei paesi capitalisti, ma è ancora più importante per noi comprendere correttamente la contraddizione primaria della società capitalista e la tendenza storica del suo inevitabile declino e della sua caduta.

Dobbiamo comprendere in modo corretto le varie svolte e i vari salti nello sviluppo del socialismo, ma è ancora più importante comprendere correttamente che lo sviluppo del socialismo ha un futuro luminoso davanti a sé.
Dobbiamo comprendere che il socialismo è un processo lungo, arduo e
complesso, ma è ancora più importante essere consapevoli della potente vitalità e della immensa superiorità del sistema socialista.
[…]
Il marxismo osserva sempre la società attraverso la sua produzione materiale, in particolare nei termini del movimento della contraddizione fra le forze produttive e i rapporti di produzione. Questo mostra che le forze produttive sono la forza più attiva e rivoluzionaria nel portare avanti il progresso sociale, determinando quindi il fatto che il compito fondamentale del socialismo è lo sviluppo delle forze produttive.
[…]
La Cina si trova ancora nella fase primaria del socialismo, e ci rimarrà ancora per molto tempo; la contraddizione primaria nella società cinese è fra i sempre crescenti bisogni materiali e culturali del popolo e l’arretrato livello della produzione.
[…]
Il più grande ideale marxista è la società comunista, in cui c’è un’abbondante ricchezza materiale, il popolo possiede elevati livelli culturali, intellettuali e ideologici, e ognuno è libero di perseguire uno sviluppo personale completo.
La società socialista deve concentrarsi sullo sviluppo economico, e allo stesso tempo raggiungere uno sviluppo e un progresso generali.

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PRESERVARE LA PUREZZA DEL PARTITO
Discorso in occasione dell’inaugurazione del semestre alla Scuola Centrale del Partito, 1 marzo 2012.

 

La purezza del Partito si manifesta ideologicamente, politicamente, organizzativamente e nello stile di lavoro. La purezza ideologica richiede che tutte le organizzazioni, gli iscritti e i dirigenti del Partito continuino ad assumere come proprio principio guida il marxismo e i raggiungimenti [teorici] dell’adattamento del marxismo alle condizioni cinesi; che mantengano incrollabile la convinzione negli ideali del socialismo e del comunismo; che seguano la linea ideologica marxista del “ricercare la verità attraverso i fatti”; che resistano strenuamente alla penetrazione di idee anti-marxiste; e che assumano una posizione contro le idee erronee che vanno contro i principi del marxismo.
[…]
La purezza nello stile di lavoro richiede che le organizzazioni, gli iscritti e i dirigenti continuino a fare proprie le positive tradizioni del Partito, quali unire la teoria alla pratica, mantenere stretti legami con le masse, praticare la critica e l’autocritica, ed essere modesti, prudenti e infaticabili; applicare pienamente l’approccio di lavoro “dalle masse, alle masse” e la pratica del condurre inchieste e studi fra le masse; l’opporsi inoltre fortemente a varie forme di comportamenti dannosi, come il soggettivismo, il formalismo, stili di lavoro burocratici, l’abuso di potere per guadagni personali, la disonestà, decisioni prese in modo arbitrario ed eccessi [vari].

[…]
Nel preservare la purezza ideologica, la cosa più importante è mantenere la nostra ferma convinzione nel comunismo e nel socialismo. […] Nel periodo della guerra rivoluzionaria, innumerevoli comunisti cinesi hanno marciato per tutto il paese per combattere, sacrificando le loro stesse vite perché la rivoluzione potesse vincere. […] Il potere della convinzione non ha limiti. La purezza della convinzione è la più fondamentale purezza che possa avere un comunista cinese.
[…]
Attualmente ci sono alcuni membri e dirigenti del Partito che, con l’espandersi dell’economia di mercato, hanno perso la propria chiarezza di visione e la padronanza di sé, essendo così incapaci di giudicare in modo corretto le questioni riguardanti i valori o di affrontare correttamente gli affari che coinvolgono interessi personali. In conseguenza di ciò, il loro pilastro spirituale è crollato e hanno perso la strada nella vita. Alcuni hanno persino toccato il fondo, violando il codice disciplinare del Partito e la legge, diventando quindi corrotti e degenerati.
[…]
Dev’essere mantenuto un severo controllo sulle ammissioni nel Partito; devono essere incrementati gli sforzi per educare gli iscritti e i quadri; il monitoraggio e la supervisione su di loro devono essere migliorati; e devono essere tenuti aperti i canali per la loro destituzione.
Ci sono iscritti e quadri che hanno aderito al Partito non per la loro convinzione nel marxismo, o per la devozione di tutta una vita alla causa del socialismo con caratteristiche cinesi e al comunismo, ma perché credono di poter ottenere qualcosa dall’iscrizione al Partito.
Lenin una volta disse che “non abbiamo bisogno di iscritti fittizi, neanche in regalo”
[…]
Ciò è cruciale per fare in modo che i colori del Partito non cambino mai.
[…]
[I quadri dirigenti] devono dimostrare la purezza del Partito attraverso le proprie azioni esemplari.
[…]
Nel Partito, la purezza rappresenta il totale opposto di ogni forma di corruzione. Per questo, la nostra lotta contro la corruzione è una lotta contro ogni forma di corruzione e uno sforzo per preservare la salute e la purezza del Partito.
[…]
Fondamentalmente, quei quadri dirigenti che precipitano nell’illegalità, nella corruzione e nella degenerazione, lo fanno perché la propria visione del mondo e della vita è cambiata, e questo li rende incapaci di resistere alla corruzione.
[…]
Tutti i quadri dirigenti, indipendentemente dal proprio grado o posizione, devono compiere sforzi consapevoli per fortificare e temprare lo spirito del Partito; esercitare il potere in maniera imparziale e dare prova di integrità nello svolgimento dei propri incarichi; […] vivere in modo sobrio e lavorare duramente; resistere con consapevolezza all’adorazione del denaro, all’edonismo e all’individualismo estremo.
[…]
La Cina si trova attualmente nel mezzo di un grandioso processo di riforma, di apertura e di modernizzazione socialista. Questo è un periodo sia di opportunità che di sfide, un periodo in cui la speranza e la difficoltà vanno di pari passo. La strada che abbiamo di fronte sarà lunga e difficile.
[…]
Nel mentre lavoriamo a promuovere lo sviluppo della nostra rappresentativa di quadri e di personale, dobbiamo fare degli sforzi per fortificare lo spirito dell’assunzione di responsabilità, e incoraggiare la cultura di nominare persone che abbiano il coraggio di assumersi la responsabilità.
[Dobbiamo] promuovere in particolare i quadri che si sono formati nella pratica, con saldi principi, che si preoccupano del popolo, che hanno un forte senso di giustizia e il coraggio di affrontare i problemi, e che hanno dimostrato creatività, passione, dedizione e risultati concreti nel corso del loro lavoro.
[…]
Rafforzare lo sviluppo del Partito e preservare la sua purezza costituiscono un fondamentale e persistente sforzo che richiederà azione continua e innovazione nel corso della pratica.

Il PCC e il marxismo

L’8 novembre del 2012 si è aperto a Pechino il 18° congresso nazionale del PCC (Partito Comunista Cinese), considerato a ragione nel giugno del 2011 dal ricercatore indiano (anticomunista) Swaran Singh, docente di studi internazionali all’università J. Nehru di Nuova Delhi, uno “dei pochi partiti comunisti nel mondo che sono riusciti a sopravvivere a parecchie sfide interne e internazionali… Il PCC rappresenta il più grande partito comunista nel mondo. E, con l’ascesa della Cina, il partito comunista cinese è stato ormai riconosciuto come una delle più capaci forze politiche nella storia umana” (“CPC at 90°: innovation still key do success”, 16/6/2011, in english.peopledaily.com.cn).

A dispetto dei giudizi superficiali e prevenuti espressi da buona parte della sinistra antagonista occidentale, il PCC è riuscito ad esprimere una pluridecennale e ininterrotta linea di continuità anche rispetto alla sua pubblica e orgogliosa adesione ai principi del marxismo rivoluzionario. Mentre buona parte dei partiti comunisti europei ha abbandonato ogni riferimento al marxismo-leninismo spesso considerato nel migliore dei casi come una “roba del passato”, la direzione del partito comunista cinese invece sottolinea continuamente e pubblicamente l’importanza dello studio (creativo, non meccanico) del marxismo per la progettualità/praxis dei comunisti del gigantesco paese asiatico.

Ad esempio un leader autorevole del PCC come Xi Jinping aveva ribadito, il 13 maggio del 2011, la necessità per  “i dirigenti ed i quadri del partito di dare grande importanza allo studio delle teorie marxiste e di applicarle creativamente nell’analizzare e risolvere i problemi pratici del paese”; sempre secondo Xi Jinping, “i quadri politici non possono agire senza la guida della filosofia marxista e degli strumenti del materialismo dialettico e del materialismo storico nell’effettuare giudizi adeguati sulle diverse situazioni, nel mantenere la mente fredda nelle situazioni più complesse…”.

Materialismo dialettico, materialismo storico, teoria marxista: ma come sono (per fortuna…) “vetero” ed antiquati, questi comunisti cinesi…

Anche in apertura del 18° congresso del PCC, portando sia i delegati che agli 80 milioni di iscritti del partito, oltre che a tutte le forze politiche e sociali del pianeta, il segretario uscente Hu Jintao nella sua interessante relazione introduttiva ha ribadito con forza che “il PCC e il popolo cinese marciano sulla via del socialismo con caratteristiche cinesi”, e che “assieme al marxismo-leninismo, al pensiero di Mao Zedong, alla teoria di Deng Xiaoping, al pensiero delle Tre Rappresentanze, la concezione scientifica dello sviluppo è la guida teorica che nel PCC deve seguire per un lungo periodo”.

Parole molto chiare…

Fonte: Hu says China firmly follows socialism with Chinese characteristics”, in english.peopledaily.com.cn, 8 novembre 2012