Archivi del mese: maggio 2014

BANCA MONDIALE: La Cina nel 2014 sarà la prima potenza mondiale

I mass-media  internazionali hanno riportato a fine aprile una notizia sicuramente sgradita alla borghesia del nostro pianeta, oltre che a larga parte della sinistra occidentale: nel corso del 2014, secondo uno studio effettuato dagli esperti della Banca Mondiale, la Cina (prevalentemente) socialista diventerà infatti la prima potenza economica del mondo utilizzando come riferimento il criterio della parità del potere di acquisto tra nazioni diverse, grazie e attraverso un duro, travagliato ma formidabile processo di sviluppo tecnologico-produttivo ottenuto dal gigante asiatico negli ultimi quattro decenni.

Anche secondo le (tardive) previsioni degli studiosi della Banca Mondiale, pertanto, la Cina Popolare sta ormai compiendo uno storico sorpasso sulla precedente e ormai disastrata “potenza n. 1” su scala mondiale, e cioè gli Stati Uniti, che detenevano tale posizione di primato economico fin dal 1872/1880: si tratta di un risultato di portata epocale, che colpisce direttamente anche il disgustoso sciovinismo occidentalcentrico che da circa cinque secoli ha via via avvelenato buona parte della coscienza collettiva degli abitanti delle metropoli colonialiste/imperialistiche del nostro globo, ivi comprese le loro masse popolari, ormai purtroppo in via di progressivo impoverimento –relativo e assoluto- a partire dalla metà degli anni Settanta dello scorso secolo.

Alla redazione della “Cina Rossa” l’impressionante dato di fatto del sorpasso produttivo cinese sugli USA, previsto solo per il 2014 dalla Banca Mondiale, non risulta certo una sorpresa, dato che fin dal 2010 avevamo già previsto e dimostrato il salto di qualità storico raggiunto dal difficile,  ma gigantesco processo di sviluppo produttivo della Cina, e pertanto non ci resta che mandare tre messaggi ipersintetici.

Alla Banca Mondiale: meglio tardi che mai…

Al popolo cinese: ben scavato, “vecchia talpa”…

Alla sinistra e ai lavoratori occidentali: svegliamoci  e ribelliamoci, una buona volta…

 

La redazione della “Cina Rossa”.