Archivi del mese: luglio 2016

La Cina è leader mondiale nelle comunicazioni quantistiche

La Cina ha già iniziato a stabilire reti di comunicazione quantistica in diverse città, ed è attualmente in costruzione una linea di comunicazione quantistica di 1000 chilometri che collega Pechino e Shanghai. Un satellite di comunicazioni quantistiche verrà lanciato nel mese di luglio.
Sulla base dei principi di fisica quantistica, la comunicazione quantistica fornisce un nuovo modo di elaborare le informazioni, comprese le operazioni di codifica, stoccaggio, trasporto e processi logici, nonché la precisa manipolazione dei fotoni, atomi e altre particelle microscopiche. Tutto questo garantisce la sicurezza delle comunicazioni ed aumenta la velocità di calcolo.
La sicurezza delle informazioni è una necessità nella società moderna, e le caratteristiche di comunicazione quantistica forniscono, almeno teoricamente, una sicurezza perfetta. Ciò ha grande rilevanza soprattutto quando si parla di segreti militari, finanziari e personali.
“Tradizionalmente, la crittografia e la trasmissione di informazioni sicure dipendono da algoritmi complessi”, ha detto Pan Jianwei, un fisico quantistico cinese e professore presso l’Università di Scienza e Tecnologia della Cina. “Ma con l’aumento della potenza di calcolo, i complessi algoritmi sono destinati a essere risolti.”
La comunicazione quantistica vanta sicurezza ultra-alta, dato che un fotone quantistico non può né essere separato né duplicato. E “quindi impossibile intercettare, registrare o decodificare informazioni trasmesse attraverso la comunicazione quantistica”, ha detto Pan.
Pan ha portato la sua squadra a ottenere una distribuzione quantistica utilizzando una fibra ottica su una distanza di 100 chilometri nel 2007; nel 2008, la sua squadra ha costruito la prima rete di comunicazione quantistica ad accesso totale al mondo, e nel 2012 hanno creato la prima rete di comunicazione quantistica su larga scala.
Attraverso ulteriori ricerche, il team spera di passare da reti di comunicazione quantistica locali al la costruzione di una rete globale, che garantirebbe l’assoluta sicurezza della trasmissione dati.
La Cina lancerà il suo primo satellite di comunicazioni quantistiche sperimentale nel mese di luglio. Sarà il primo del suo genere in tutto il mondo.
Pan ha anche previsto che entro un decennio, sarà possibile creare uno speciale computer quantistico o simulatore quantistico, in cui la potenza di calcolo è di 10 miliardi di volte più veloce di quella di un computer convenzionale.

da People Daily

Come ringiovanire e sviluppare il socialismo, contributi dalla Cina

Riprendiamo dal sito Comunisti-italiani.it l’interessante saggio del prof. Cheng Enfu.

 

Il sito nazionale del PCdI pubblica un interessante saggio del prof. Cheng Enfu, del Dipartimento di studi marxisti, Accademia Cinese delle Scienze Sociali, sul rinnovamento del socialismo a livello mondiale e sull’unità del movimento comunista internazionale con un’ introduzione del prof. Domenico Losurdo, il quale è un punto di riferimento prestigioso per il dibattito politico e ideologico del movimento comunista internazionale.

 

Marxismo e internazionalismo alla luce di un viaggio in Cina

di Domenico Losurdo

Dal 20 aprile al 7 maggio sono stato in Cina (Pechino, Shanghai, Wuhan) per un giro di conferenze e di lezioni. I miei lettori conoscono il giudizio da me più volte espresso, e confermato anche nel libro appena pubblicato (Un mondo senza guerre. L’idea di pace dalle promesse del passato alle tragedie del presente, Carocci), relativamente alla Repubblica popolare cinese, non a caso protagonista della più grande rivoluzione anticoloniale della storia e che ora, grazie al suo straordinario sviluppo economico e tecnologico, sempre sotto la direzione del Partito comunista sta mettendo radicalmente in discussione la divisione internazionale del lavoro cara all’imperialismo e  l’egemonia imperialista in quanto tale.

Partendo dal fatto che le Conferenze internazionali alle quali ho partecipato avevano per oggetto Marx, voglio richiamare l’attenzione su una circostanza generalmente trascurata. La Cina sta conoscendo uno straordinario sviluppo anche sul piano culturale e sta diventando il centro degli studi marxologici a livello internazionale: grandi iniziative si preparano sia per il centenario della rivoluzione d’ottobre (2017), sia per il bicentenario della nascita di Marx (2018), si infittiscono le traduzioni in generale e dei testi marxisti e di orientamento marxista in particolare (in questo contesto vanno collocati la traduzione già avvenuta di due miei libri e l’annuncio della traduzione di altri).

Non stupisce allora una circostanza ancora più interessante, in ogni caso per i comunisti. Pechino sta assumendo un ruolo sempre più chiaramente internazionalista: la prima Conferenza internazionale alla quale ho partecipato, e che anzi ho avuto l’onore di aprire, si è svolta il 22 e 23 Aprile presso la Renmin University ed è stata organizzata in particolare da Roland Boer, docente di quella prestigiosa università (fra le più quotate nel mondo) ed esponente di primo piano del Partito Comunista Australiano. Lo conoscevo di nome anche in quanto autore di una lunga e simpatetica rassegna da lui dedicata al mio libro su Stalin (si può ben comprendere che l’incontro di persona sia stato subito amichevole e caloroso). In occasione invece della Conferenza internazionale organizzata il 5 maggio dall’Accademia cinese delle scienze sociali ho incontrato e conosciuto Wadi’h Halabi, membro del gruppo dirigente del Partito Comunista degli USA (e chiaramente di origine palestinese).

E proprio in occasione di tale Conferenza si è verificato l’evento più significativo sul piano internazionalista. Ad aprirla è stato Cheng Enfu, con un impegnativo discorso che traccia un bilancio della storia del movimento comunista internazionale e delinea le prospettive del futuro. È un testo che vale la pena di leggere (ringrazio il compagno Cheng Enfu per avere autorizzato questa pubblicazione). Richiamo l’attenzione su alcuni punti essenziali:

Non è certo una novità, ma dà comunque da pensare la forza con cui il partito di governo, il partito comunista, si definisce marxista-leninista e dichiara di voler seguire un orientamento socialista, nell’ambito del quale il settore statale e pubblico dell’economia continuerà a svolgere una funzione essenziale e decisiva.
Si comprende allora la condanna senza appello di Gorbacev che, promuovendo di fatto la dissoluzione dell’Unione Sovietica, ha provocato una catastrofe mondiale, la cui gravità risulta tanto più evidente quanto più si accentuano i pericoli di guerra.
Nuovo invece, e di grandissimo interesse, è l’accento posto sulla necessità di riannodare le file del movimento comunista internazionale, chiudendo una volta per sempre il capitolo delle polemiche astiose che in passato hanno contrapposto in particolare i partiti comunisti dell’Unione Sovietica e della Repubblica Popolare Cinese (un «nonsenso» devastante di cui, come aveva già riconosciuto Deng Xiaoping, entrambi i partiti sono stati responsabili), e aprendo invece una fase nuova all’insegna del rispetto reciproco tra i partiti impegnati nel dialogo.
Altrettanto nuovo e di enorme interesse è l’accenno al fatto che il PCC si appresta a impegnarsi in modo attivo anche su questo terreno: «A partire dalla politica di riforma il PCC ha trattato i partiti comunisti degli altri paesi e i forum internazionali [di orientamento comunista] con un profilo decisamente basso». Sperava forse di attenuare la politica di ostilità e accerchiamento condotta dall’imperialismo statunitense e dai suoi alleati e vassalli. Sennonché: «Stati Uniti, Europa e Giappone hanno per questo messo fine all’assedio militare e alle provocazioni ai confini della Cina o hanno invece intensificato le loro azioni?». Occorre prendere atto che «gli Stati Uniti sono la forza principale che ostacola lo sviluppo e la pace mondiale e che accerchia la Cina». La lotta per la pace, oggi più che mai necessaria, impone di riannodare le file del movimento comunista internazionale e di sviluppare il più possibile il fronte di lotta contro la guerra e i pericoli di guerra.
Cheng Enfu è una personalità importante anche sul piano. È direttore fra l’altro di «International Critical Thought», la rivista cinese in lingua inglese (alla quale io stesso collaboro) che può essere considerata espressione della politica sopra descritta.

Nel proporre il testo di Cheng Enfu all’attenzione dei lettori, da parte mia mi limito a una brevissima considerazione: non è solo in Italia che l’unità dei comunisti è all’ordine del giorno; è una problema di carattere internazionale che esige l’immediato superamento di meschinità provinciali o, peggio, personali.

________________________________________________________________

Come ringiovanire e sviluppare il socialismo.

Sulle strategie e tattiche per sviluppare il socialismo mondiale

di Cheng Enfu, Dipartimento di studi marxisti, Accademia Cinese delle Scienze Sociali

(clicca qui per scaricare l’articolo in PDF)

Quali mezzi possono essere utilizzati per ringiovanire e sviluppare il socialismo mondiale? Per riassumere con una frase, si può raggiungere tale fine utilizzando il marxismo scientifico e innovativo, sia cinese che straniero. Il futuro del socialismo mondiale dipende in larga misura dal livello e dall’efficienza del lavoro nel quale il proletariato contemporaneo è unito. Questa è dunque una componente importante delle strategie e tattiche per sviluppare il socialismo mondiale.

Intensificare gli sforzi tramite sei approcci che facciano raggiungere l’obiettivo “Proletari di tutti i paesi, unitevi!”
Con riferimento alla parola d’ordine “Proletari di tutti i paesi, unitevi”, lanciata da Marx nel suo Manifesto del partito comunista, non possiamo semplicemente accettare l’idea di unire solo i lavoratori impiegati nelle imprese private di tutto il mondo; tale parola d’ordine dovrebbe essere interpretata nel senso di unire tutta la classe operaia in tutto il mondo, così come le diverse organizzazioni che la rappresentano. Per fare ciò, si potrebbero utilizzare i seguenti sei approcci o modalità.

In primo luogo, occorre unire i partiti di sinistra della classe operaia di tutto il mondo. Dal 1990, abbiamo assistito al fatto che i partiti comunisti e operai di tutti i paesi del mondo hanno tenuto incontri annuali su base regolare. Tra questi, di tanto in tanto il Partito Comunista Cinese (PCC) ha partecipato in qualità di attento osservatore. Nonostante i partiti socialisti, laburisti e socialdemocratici dei vari paesi non siano sempre del tutto d’accordo tra loro, esiste un’Internazionale socialista attivamente impegnata. Pertanto, potrebbe essere creata una nuova Internazionale comunista tra i partiti comunisti, i partiti operai e i partiti del lavoro di vari paesi. La nuova Internazionale comunista dovrebbe basarsi sulle esperienze di tutte le Internazionali di partiti politici, cambiando alcuni modi di agire inefficienti precedentemente usati dal partito mondiale guidato dall’Unione Sovietica, e dovrebbe funzionare sulla base di nuovi principi organizzativi e nuovi modi di pensare.

Il PCC potrebbe non partecipare come membro ufficiale; ma non dovrebbe, per paura dell’America, deliberatamente tenersi a distanza dai partiti comunisti degli altri paesi, dai loro forum internazionali e dalle loro organizzazioni internazionali. Perché? A partire dalla sua riforma, il PCC si è rapportato ai partiti comunisti degli altri paesi e ai loro forum internazionali con un profilo decisamente basso, mantenendo intanto i rapporti con l’Internazionale socialista. Stati Uniti, Europa e Giappone hanno per questo messo fine all’assedio militare e alle provocazioni ai confini della Cina o hanno invece intensificato le loro azioni? Non hanno forse continuato a ricevere i separatisti cinesi? Non hanno forse ricompensato in ogni modo i calunniatori e i nemici della Cina? L’istituzione del Partito della sinistra europea, così come quella del Gruppo parlamentare della sinistra nel Parlamento europeo, sono stati dei segnali positivi. In futuro, gli sforzi dovrebbero essere tesi a rafforzare ulteriormente a livello mondiale le coalizioni con partiti di sinistra che sono notevolmente diversi dall’Internazionale socialista.

In secondo luogo, occorre unirsi coi sindacati dei lavoratori orientati a sinistra al livello mondiale. Attualmente, ci sono due coalizioni sindacali internazionali nel mondo. Esse sono in realtà dominate da coloro che si appoggiano alla socialdemocrazia, e quindi hanno ruoli limitati. Tuttavia ci sono due modi per cambiare tale situazione. Uno è che i partiti comunisti di tutti i paesi e i veri sindacati di sinistra sostengano attivisti sindacali di grande qualità e gradualmente li aiutino a diventare dirigenti delle due organizzazioni sindacali internazionali, in modo da cambiare la loro politica dall’interno, e favorire una migliore rappresentanza dei diritti e degli interessi della classe operaia e di tutti i lavoratori. Questa è la soluzione migliore. Naturalmente, questo cambiamento potrebbe essere realizzato anche dall’esterno, nel senso che i partiti comunisti di tutti i paesi e le organizzazioni sindacali di sinistra si potrebbero unire per fondare un terzo sindacato internazionale, che in tal modo potrebbe opporsi a idee e politiche erronee come il neoliberismo e combattere il peggioramento delle condizioni e del reddito dei lavoratori in tutto il mondo. Per esempio, in Portogallo, il Partito comunista e il Partito socialdemocratico hanno i loro propri sindacati indipendenti. Recentemente il sindacato americano ha votato per il candidato presidenziale democratico Sanders, che ha idee vicine al socialismo democratico; questo è più progressista che appoggiare Hilary Clinton, che sta sostenendo una politica di estrema destra che cerca di accerchiare e contenere la Cina. In futuro, i sindacati di tutti i paesi dovrebbero rafforzare gli scambi e la cooperazione, dare risonanza e co-organizzare movimenti progressisti.

In terzo luogo, occorre unirsi con le associazioni marxiste e di sinistra di tutto il mondo. Da studiosi, metteremo seriamente in pratica tale approccio. Allo stato attuale, un certo numero di associazioni di scienze sociali non sono nelle mani di marxisti e studiosi di sinistra, per esempio la World Economics Association e la International Society for Philosophy. Ma una decina di anni fa, noi economisti marxisti cinesi avviammo formalmente la World Association for Political Economy, soprattutto con esponenti di paesi altamente sviluppati. Teniamo riunioni annuali e abbiamo organizzato dieci incontri internazionali annuali in Cina, Giappone, Francia, America, Messico, Vietnam, Brasile e Sud Africa. Alle conferenze annuali partecipano oltre 100 studiosi provenienti da oltre 20 paesi, e alla fine di ogni conferenza viene sottoscritta una dichiarazione comune. Da cinque anni abbiamo iniziato a pubblicare i documenti dell’Associazione nella Review of World Political Economy, assegnamo due premi l’anno chiamati il 21st Century World Political Economics Outstanding Achievement Award e The World Marxist Economics Award. In futuro, dovremmo istituire una Federazione mondiale delle associazioni di sinistra.

In quarto luogo, occorre unire i media più vicini a punti di vista marxisti e ai partiti di sinistra in tutto il mondo. Al momento, curiamo e pubblichiamo la rivista World Review of Political Economy. Inoltre, nel 2011 abbiamo fondato una nuova rivista accademica internazionale in lingua inglese chiamata International Critical Thought con il supporto dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali (CASS). Curata da studiosi marxisti provenienti dagli Stati Uniti e Francia e dal sottoscritto, è una rivista di scienze sociali che rappresenta su scala globale il pensiero marxista e orientato a sinistra, mentre la World Review of Political Economy è una rivista di economia legata al pensiero marxista e di sinistra a livello mondiale. Queste due riviste sono pubblicate nel Regno Unito, con circa duemila copie in versione elettronica distribuite in tutto il mondo. Al momento sono diffuse in varie università e istituti di ricerca occidentali; speriamo che siano in grado di crescere negli anni a venire. In futuro, dovrebbero essere costituite associazioni globali tra riviste, giornali e network di sinistra, in modo tale da rafforzare gli scambi e la cooperazione e lavorare insieme per creare un ambito internazionale del socialismo scientifico.

In quinto luogo, occorre unire i marxisti e i forum di sinistra di tutto il mondo. Nel corso di quasi un decennio, il Dipartimento di studi marxisti dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali (CASS) ha inviato quattro studiosi a una grande conferenza internazionale ospitata dalla rivista britannica Historical Materialism, alla quale hanno partecipato più di 200 persone, e inviato professori di economia a seminari sui fondamenti teorici dell’economia politica organizzati in Francia da associazioni di economia politica francesi e britanniche. Io stesso ho preso parte al Forum globale della sinistra nel 2006 a New York, a cura della rivista International Critical Thought, e partecipato a diversi forum internazionali e conferenze organizzate dal Dipartimento di studi marxisti e dall’Accademia di marxismo della “CASS”. Il Centro di ricerca sul socialismo mondiale della “CASS” ha tenuto più di una dozzina di forum socialisti internazionali. Nell’ autunno del 2015, il Dipartimento di studi marxisti CASS ha ospitato il “Primo Forum culturale mondiale”, che ha visto confrontarsi diversi punti di vista. L’Università di Pechino ha ospitato la “Prima Conferenza mondiale di marxismo”, che pure ha avuto una certa influenza. Negli anni a venire, dovremmo impegnarci in una maggiore cooperazione e scambi con vari forum internazionali.

Infine, occorre unire i movimenti della classe operaia e della sinistra globale e dare maggiore importanza ai movimenti internazionali formati dal Forum sociale mondiale e del Forum sociale europeo. Oltre che nel World Economic Forum supportato da neoliberisti e multinazionali, la Cina dovrebbe anche essere presente nel Forum sociale mondiale. Come grande paese socialista governato dal PCC, la Cina tende a partecipare ad alcuni forum di stampo moderato più che a quelli delle sinistre, e leader cinesi si incontrano solo con economisti neoliberali ben noti come Friedman e Lucas che pagano le visite in Cina piuttosto che tenere incontri con marxisti ed economisti di sinistra di fama internazionale. Tale orientamento accademico e politico non è appropriato; è suscettibile di essere frainteso dall’opinione pubblica in patria e all’estero e non è nemmeno conforme alle pratiche internazionali di reciproca accoglienza tra grandi potenze.

Il movimento “Occupy Wall Street”, il quale ha subito una violenta repressione da parte degli Stati Uniti, è l’evento di protesta di più vasta scala e di maggiore intensità dal 1970 e presenta molte caratteristiche diverse da quelle di altri movimenti sociali. A differenza dei movimenti contro la guerra, per la tutela dell’ambiente, di movimenti rivendicativi e di altre proteste comuni che si limitano a una o poche città, il movimento “Occupy Wall Street” è ampiamente diffuso. A partire da New York, da Wall Street, l’ondata di protesta si è rapidamente in grandi città come Los Angeles, Boston e Chicago e in più di 80 paesi, tra cui i principali paesi europei, e quasi 1.000 città, sviluppandosi come un movimento sociale globale. Con proposte molto chiare, il movimento di protesta sembra puntare il dito contro le “avide” oligarchie finanziarie di Wall Street, gli effetti negativi del sistema finanziario, l’elevata disoccupazione e le deboli regolamentazioni dei governi; è un movimento che in realtà ha espresso insoddisfazione per il sistema capitalista. Indipendentemente dalle differenze ideologiche e sociali dei suoi membri, gli esponenti del movimento hanno dichiarato tutti assieme: “Rappresentiamo il 99% della popolazione totale; non possiamo più tollerare l’avidità e la corruzione del rimanente 1%”. A questo proposito, due economisti americani ed io abbiamo lavorato ad un’analisi marxista in forma di dialogo che è stata pubblicata nel Chinese Education News, mentre la rivista International Critical Thought ha pubblicato articoli di ricerca e di commento.

In seguito alla campagna internazionale “Occupy Wall Street”, il 31 marzo 2016 a Place de la République a Parigi molte persone e organizzazioni progressiste francesi hanno lanciato il movimento “Night Stand”. È iniziato a causa delle riforme di diritto del lavoro elaborate dai neoliberisti ed è in corso in numerose città di paesi sviluppati come Francia e Belgio. L’evento ha anche ricevuto l’attenzione dei nostri marxisti cinesi. Nei giorni a venire, dovremo rafforzare la copertura di tutti i tipi di movimenti, rafforzare la cooperazione e la partecipazione attiva.

Nove strategie e tattiche alle quali marxisti e la sinistra dovrebbero prestare attenzione
In primo luogo, bisogna rafforzare reciproci scambi di teorie, strategie e tattiche orientate a sinistra, alla ricerca di un terreno comune, pur in presenza di differenze, e ridurre le discussioni inutili. Dobbiamo imparare le lezioni del dibattito cino-sovietico del passato. Anche se alcuni dei problemi teorici e strategici coinvolti nel dibattito non potrebbero essere considerati privi di significato, si trattò di un dibattito su vasta scala che riguardò i movimenti comunisti internazionali, sfociando addirittura in un confronto e in una guerra tra i due maggiori partiti comunisti e paesi socialisti di quel momento. Ciò ha comportato una spaccatura e una scissione nel movimento comunista internazionale globale e nel campo socialista. E in realtà ha fatto più male che bene. Come diretta conseguenza, i paesi imperialisti hanno approfittato di tale dibattito per combattere il movimento comunista e il marxismo. Deng Xiaoping una volta ha fatto un commento a tale proposito, sostenendo che entrambe le parti abbiano detto un bel po’ di sciocchezze in quel dibattito. Dal mio punto di vista, la Cina ha metà delle responsabilità per queste sciocchezze.

Alcuni anni fa, abbiamo osservato dei dibattiti tra il Partito comunista greco e il Partito comunista americano. La mia ricerca su questo aspetto mi suggerisce che le teorie e le scelte politiche per le quali hanno optato entrambi i partiti comunisti siano state scelte sulla base delle loro singole condizioni nazionali e situazioni di partito; esse possono coesistere per scambiare punti di vista e mettendo da parte le differenze, ma occorre prestare attenzione affinché non avvengano di nuovo cose come il dibattito cino-sovietico.

Negli ultimi anni, alcuni partiti comunisti europei non sono entusiasti delle teorie e delle politiche dei partiti di sinistra europei, che possono essere migliorate o conservate attraverso il confronto e la comunicazione. Il Partito del lavoro belga  ha rifiutato di invitare il Partito comunista francese (PCF) al Forum Internazionale ritenendo che esso sia seriamente divergente dal marxismo. Di fatto, quello che il Partito del lavoro belga ha fatto rientra tra i diritti del soggetto che invita alle riunioni. Ma certamente su tale punto discussioni teoriche e confronti sono necessari. In India, Nepal, Russia e Gran Bretagna, ci sono due, tre o anche più partiti comunisti e di sinistra. Essi dovrebbero trattare l’uno con l’altro con un atteggiamento di coesistenza e cooperazione piuttosto che combattersi reciprocamente, e contrastare invece, per il loro orientamento di destra borghese, partiti come il Partito conservatore britannico, e forze moderate o centriste come il Partito laburista britannico e  l’Internazionale socialista, che sono i nostri principali obiettivi con cui polemizzare.

I partiti comunisti di molti paesi criticano il sistema economico di privatizzazione o la tendenza alla privatizzazione attuata dal PCC come “capitalismo con caratteristiche cinesi”. Non per questo, dobbiamo fare storie o tagliarli fuori; dovremmo essere in grado di assumere l’atteggiamento di alto profilo di “correggere gli errori eventuali e stare in guardia contro quelli nuovi”.

In secondo luogo, bisogna prendere la sinistra marxista come nucleo e unire tutte le forze di sinistra che radunate sarebbero capaci di creare un esteso fronte socialista internazionale. Ad esempio, quando si ha a che fare con la Quarta Internazionale di stampo trotzkista, solidarietà e alleanza dovrebbero essere i principali approcci. Una volta ho avuto uno scambio di opinioni su questa con i capi del Partito comunista britannico, del Partito comunista dell’India e del Partito comunista giapponese, nonché con un trotskista giapponese noto professore di storia della scienza. Questo perché la valutazione trotskista dell’Unione Sovietica è cambiata un po’ dopo la disintegrazione dell’Unione Sovietica e i Paesi dell’Est e gli obiettivi finali indicati nel loro nuovo programma internazionale differiscono poco nella sostanza da quelli dei partiti comunisti e marxisti. Secondo il nuovo programma, essi valutano l’Unione Sovietica in modo più consonante con le parole usate da Trockij nel 1930, quando affermò che l’Unione Sovietica era uno “Stato operaio deformato”, col che sembrava ammettere che era ancora un paese socialista, pur mancando di una sufficiente democrazia e anche commettendo errori gravi.

Dal nostro punto di vista marxista, siamo dispiaciuti e tristi per la degenerazione dei paesi socialisti dell’Europa dell’Est e dell’Unione Sovietica in nazioni capitaliste e certamente non ne gioiamo. Il PC giapponese invece è felice di aver visto il crollo dei paesi di “egemonia sovietica”, sostenendo in primo luogo che l’Unione Sovietica non è mai stata un paese socialista. Su questo ho espresso le mie idee ai leader PC giapponese: tali osservazioni sono troppo radicalizzate, soprattutto in una situazione in cui i paesi occidentali non cessano di demonizzare l’Unione Sovietica, la Cina e gli altri paesi socialisti.

Se dovessimo stilare una classifica degli individui che vissero durante la seconda guerra mondiale e l’intero XX secolo sulla base dei loro effetti negativi sulla storia umana e sul progresso della civiltà, Hitler sarebbe il primo, seguito da vicino da Gorbaciov e dall’imperatore giapponese Hirohito. In un certo senso, Gorbaciov ha creato un impatto ancora più negativo sull’avanzamento e lo sviluppo della società umana. Nel 2011 ho pubblicato un lungo articolo sulla rivista Social Science in China (numero 6) in cui ho analizzato le tre principali ragioni del drastico cambiamento dell’Unione Sovietica e ho fatto una valutazione complessiva di tutti i principali motivi riconosciuti a livello internazionale per il suo collasso. Ho concluso che la maggior parte dei punti di vista sono unilaterali o sbagliati. Le visioni errate sono indicate come segue. Il PC giapponese ritiene che l’Unione Sovietica non è mai stata un paese socialista ed è una buona notizia che abbia collassato. Tra coloro che appoggiano questo punto di vista c’è Buzglin, un mio amico professore presso il Dipartimento di economia dell’Università statale di Mosca, il quale sostiene che “il sistema stalinista avrebbe condotto inevitabilmente al capitalismo”. E il professor David Coates, un famoso economista marxista americano, è anch’egli tra queste persone, con la sua tesi di “riforma incontrollata”. Secondo lui, in un tentativo di riforma socialista, Gorbaciov a poco a poco ha perso il controllo degli eventi, con conseguenti drastici cambiamenti dell’Unione Sovietica e dei Paesi dell’Est. Ci sono ancora molte persone di buon animo che considerano Gorbaciov un buon uomo che intendeva aderire al marxismo e al socialismo dopo il suo arrivo al potere, ma purtroppo ha fallito. Tuttavia, questa è una dichiarazione ingenua di buona volontà. Se Krusciov era uno spericolato marxista di bassa qualità, Gorbaciov è stato il tipico membro del Partito comunista impregnato di idee socialdemocratiche.

Chavez e Samir Amin una volta dissero di voler fondare una Quinta Internazionale. Nel complesso, allo stato attuale, col socialismo nel mondo a livelli bassi e che stenta a recuperare, è utile costruire più organizzazioni politiche, strutture di ricerca e piattaforme comunicative e per i movimenti socialisti mondiali, purché siano ben gestite. Certo, questo può incontrare l’opposizione di una miriade di forze di destra, il che è assolutamente normale. Attualmente, considerando che gli Stati Uniti sono la principale potenza in grado di ostacolare la pace e lo sviluppo del mondo e di contenere la Cina, formare un fronte unito internazionale per combattere l’egemonia americana è una priorità per la Cina e per il mondo in generale. Pertanto, a mio parere, i marxisti dovrebbe essere una combinazione di “colombe” e “falchi”, ed essere “colombe o falchi quando necessario” piuttosto che “struzzi” e funzionari mediocri come denunciato da Wu Jianmin; certamente, essi non devono essere “traditori” occidentali filo-americani, che agiscono sulla base del pensiero di altri traditori.

In terzo luogo, è necessario incentivare attivamente lo sviluppo di gruppi di sinistra tra i sindacati, tra gli studenti e le organizzazioni di tutti i settori della società, stabilendo legami più stretti con quelli apertamente, riservatamente o potenzialmente di sinistra. Attualmente, il monopolio borghese di alcuni paesi spesso raggiunge i propri obiettivi di attività anti-umana e anti-comunista utilizzando organizzazioni semi-segrete o segrete come la Central Intelligence Agency degli Stati Uniti, la Free Mason o altri mezzi visibili o occulti.

Gli esponenti della sinistra devono superare un modo di pensare tradizionale rigido e dogmatico, attivare molteplici modalità legali e legittime di lavoro politico, aiutare i sindacati, i sindacati degli studenti, le associazioni femminili e i gruppi ambientalisti in tutti i settori della società, per rimuovere gli effetti negativi prodotti dalla Internazionale Socialista e dare maggiore sostegno alle organizzazioni marxiste e ai partiti comunisti. Come è stato dimostrato sulla base dell’esperienza dei partiti comunisti di alcuni paesi nel mondo, se tra i membri del partito comunista non vi sono insegnanti nelle scuole, e soprattutto nelle università, non ci saranno possibilità minime di formare tra i giovani nuovi militanti del partito comunista e della sinistra.

In quarto luogo, molti sforzi dovrebbero essere fatti per fondare e sviluppare strutture di orientamento marxista, nazionali e globali, che coprano una vasta gamma di discipline delle scienze sociali, organizzare un gruppo di mass-media, come giornali, siti web ed editori, mettere in piedi corsi di marxismo e piattaforme sociali aperte nelle scuole e nelle università e anche tra il pubblico. Oltre ai media direttamente promossi dal Partito comunista, dobbiamo creare diversi tipi di media al livello accademico o di massa (usando la televisione via cavo, i telefoni cellulari e altri nuovi media) attraverso ONG e gruppi no-profit. Anche se ci sono solo circa 2.000 membri del Partito comunista in Gran Bretagna, la rivista The Morning Star giunge a 20.000 copie, il che mostra che è possibile sviluppare positivamente il supporto popolare. Ad esempio, l’Istituto belga del marxismo assume solo 10 ricercatori a tempo pieno, ma è altamente efficiente e influente nell’organizzazione di riviste.

In quinto luogo, bisogna ricercare e promuovere i marxisti convinti e innovativi in tutti i tipi di movimenti di sinistra in modo da renderli leaders capaci di fornire una guida critica. Sono a favore della risposta del presidente del Partito comunista dell’India (marxista) alle mie domande del 2011, il quale ha sottolineato che uno dei punti di divisione tra il loro partito e il Partito comunista indiano è questo: se la leadership nella fase di rivoluzione democratica debba o meno essere nelle mani del Partito comunista. Lenin discusse con i menscevichi questa questione e scrisse un saggio intitolato Due tattiche della socialdemocrazia nella rivoluzione democratica; questo fu un presupposto importante per il successo della Rivoluzione d’Ottobre. Già negli anni Venti e Trenta all’interno del Partito comunista cinese le discussioni tra Mao Zedong, Chen Duxiu e Wang Ming riguardavano in realtà la questione della leadership nella rivoluzione democratica. Un’importante causa organizzativa del crollo del Partito comunista dell’Unione Sovietica è legata al fatto che esso ha promosso un gran numero di quadri anti-marxisti. Alcuni profondi problemi esistenti oggi in Cina sono strettamente associati a questo punto, ossia se la leadership sia controllata da marxisti.

Sesto, bisogna influenzare positivamente, partecipando e guidandoli, i movimenti di sinistra nazionali e internazionali e le iniziative progressiste in una serie di modi, sia palesi che riservati. La chiave qui è di partecipare e guidare questi movimenti, altrimenti essi difficilmente potranno diventare movimenti durevoli e progressisti. Dopo la fondazione del Partito comunista cinese, tutti i movimenti progressisti sono stati sostenuti e guidati dal PCC, sia in modo aperto che coperto. Ora, se vogliamo sperare di condurre ampiamente per tempo i movimenti come “Occupy Wall Street” e la “Night Stand” in un gran numero di paesi, è fondamentale rendere studenti marxisti, militanti del Partito comunista e della sinistra, attivamente partecipi di tali campagne e che essi ne diventino la spina dorsale, piuttosto che perdere occasioni. La partecipazione attiva e l’organizzazione di tali movimenti da parte dei trotskisti britannici sono comprensibili; mentre è difficile capire perché il Partito comunista del Regno Unito non vi partecipi.

Settimo, i partiti comunisti e le altre organizzazioni di sinistra dovrebbero avviare e far crescere imprese redditizie, ovviamente a condizione di non violare la legge, al fine di fornire, direttamente o indirettamente un sostegno finanziario per le varie attività. Ad esempio, in Giappone il Partito comunista avvia imprese in prima persona. Dal momento che è difficile realizzare molte attività necessarie facendo affidamento unicamente su quote associative, alla Marx Memorial Library a Londra potrebbe essere consentito anche di raccogliere fondi in tutto il mondo. Nel frattempo, essa potrebbe produrre oggetti commemorativi e promozionali per espandere la sua portata e influenza internazionale come ha fatto il museo Casa di Marx a Treviri, gestito dalle Fondazioni del Partito socialdemocratico tedesco.

Ottavo, i paesi socialisti devono dare la massima priorità a tutto il movimento comunista internazionale e affrontare con calma tutti i tipi di conflitti e controversie tra i paesi socialisti. Non è necessario emulare le azioni passate della Cina, che si alleò con gli Stati Uniti contro l’Unione Sovietica. Ora ci sono solo cinque paesi socialisti dove i partiti comunisti sono al governo da tempo. Sia la Cina che il Vietnam dovrebbero avviare questo processo in considerazione della situazione generale. Il Vietnam non dovrebbe adottare strategie e politiche che contrastino la Cina spalleggiando l’America per evitare che il potere dell’egemonia capitalistica semini discordia. Entrambe le parti dovrebbero giungere a un pacchetto di soluzioni per risolvere le controversie riguardanti le isole del Mar Cinese Meridionale. Per quanto riguarda la Corea del Nord, non dobbiamo criticarla per il fatto che continui a perseguire il suo modello socialista pianificato dato che diversi modelli socialisti possono essere ulteriormente sperimentati e appresi reciprocamente (in ogni caso, la chiave per risolvere le difficoltà della penisola coreana è quella di abbandonare i doppi standard e le esercitazioni militari su larga scala in termini di sviluppo di armi nucleari da parte americana e di firmare un patto di pace sul ritiro completo tra gli Stati Uniti e Corea del Nord, o tra sei parti, che dovrebbe essere concluso con un accordo a non impegnarsi nella produzione di armi nucleari da parte della Corea del Nord).

Infine, bisogna fare più sforzi per pubblicizzare le pratiche tipiche di sinistra dei vari paesi in modo che la gente possa capire i valori della sinistra e la possibilità di attuare il socialismo scientifico. A tale proposito vorrei citare tre casi:

Il “villaggio Yamagishi” in Giappone. Ha organizzazioni economiche collettive comuniste presenti in sette paesi e migliaia di persone che vivono e lavorano lì. Non si basa su alcuna religione, né dichiara alcuna relazione con l’ideologia socialista. Tuttavia, questo non influisce sulla natura delle sue organizzazioni economiche socialiste e comuniste. Il PC giapponese dovrebbe unirsi ad esso invece di indulgere nell’incomprensione.
“Mondragon” in Spagna. Ho visitato questa grande cooperativa quattro anni fa. In realtà, si tratta di una società o impresa multinazionale di tipo cooperativo con le migliori prospettive di gestione e sviluppo. Se Marx fosse vivo, l’avrebbe di sicuro fortemente raccomandata perché nel Capitale le cooperative sono acclamate come “abbandono positivo ” del capitalismo, mentre le società per azioni privatizzate vengono ritenute “abbandono negativo” del capitalismo.
La Bielorussia. Al modello socialista di mercato bielorusso dovrebbe essere prestata attenzione. Dopo 20 anni di riforma, la proprietà dello Stato ammonta a oltre il 70% del settore industriale in Bielorussia, mentre solo al 20% circa in Cina. Questo verifica un mio punto di vista di circa una dozzina di anni fa: l’economia di mercato socialista con caratteristiche cinesi è solo una modalità del sistema economico di mercato socialista (Vietnam e Laos somigliano alla Cina in questo senso), che non esclude la presenza di altre modalità; la Bielorussia è ora un’altra variante. Il superamento della percentuale di proprietà privata su quella pubblica in Cina ha portato ad una quantità di problemi in campo economico, politico, sociale e ideologico. Tuttavia, se si pensasse che il socialismo mondiale dipendesse in gran parte da alcune storie di successo disperse o frammentate di per sé efficaci contro le organizzazioni e le alleanze internazionali, la cosa sembrerebbe ridicola.
III. Una scuola marxista innovativa può sostenere la prosperità del socialismo scientifico in patria e all’estero

Allo stato attuale, le possibilità di sviluppo economico e politico e le tendenze della Cina socialista sono strettamente legate alla ideologia e teoria. Queste ultime si riflettono oggi nelle seguenti principali sette tendenze sociali di pensiero: neoliberismo, socialismo democratico, nuova sinistra, marxismo eclettico, marxismo tradizionale, “revivalismo” e marxismo innovativo. Le tendenze del pensiero qui sono intese come concetto neutro e il marxismo teorico può essere considerato uno di esse. In termini di fondamenti e teorie relative allo sviluppo sociale, la scuola del marxismo innovativo e il Comitato centrale del PCC sono molto in sintonia tra di loro.

Prima di tutto, per quanto riguarda l’ ideologia guida, secondo il marxismo innovativo la Cina deve rispettare il ruolo guida del marxismo-leninismo e del marxismo-leninismo cinese. Naturalmente i paesi socialisti variano a seconda delle ideologie guida. Il Vietnam abbraccia il marxismo-leninismo e il pensiero di Ho Chi Minh come suo orientamento; Cuba il marxismo-leninismo e il pensiero José Martí; in Corea del Nord, le idee Juche di Kim Il Sung vengono adottate come linee guida. Dal mio punto di vista, il fatto che l’ideologia guida e la guida per l’azione non dovrebbero essere separate dovrebbe definire il marxismo-leninismo e la sua teoria del marxismo-leninismo in Cina in modo unitario (il nome completo sarebbe marxismo leninismo, pensiero di Mao Zedong, teoria di Deng Xiaoping, l’importante teoria delle “Tre Rappresentanze”, la prospettiva scientifica sullo sviluppo, l’elaborazione sul governo dello Stato e su come intendere la politica; o più semplicemente, il marxismo-leninismo, il pensiero di Mao Zedong, e le teorie socialiste con caratteristiche cinesi, che si compongono delle teorie di Deng Xiaoping, Jiang Zemin, Hu Jintao e Xi Jinping). La forma breve servirà come pensiero guida della Cina e guida per l’azione; forme lunghe non sono raccomandate visto che possono suscitare reazioni negative o anche un senso di ridicolo in alcuni cittadini stranieri.

In secondo luogo, alla luce del sistema politico, il marxismo innovativo ritiene che la Cina deve rispettare la direzione del partito della classe operaia. Dobbiamo anche insistere sulla natura del Partito comunista come avanguardia della classe operaia e sul principio del centralismo democratico e sostenere la leadership del Partito comunista per la causa del socialismo.

Allo stato attuale, la Cina pratica una cooperazione multipartitica e consultazioni politiche sotto la guida del Partito comunista, mentre il centralismo democratico è assieme il principio organizzativo fondamentale e il sistema organizzativo del Partito comunista e del Paese che esso guida, ma anche una norma che regola le relazioni dentro e fuori il partito. Ulteriori sforzi devono essere compiuti per portare avanti le riforme politiche relative al carattere e alla direzione socialista del processo, per razionalizzare il rapporto tra i partiti politici, il Congresso del popolo e il governo, e dare piena attuazione alla democrazia di partito e alla democrazia popolare. Il sistema giuridico socialista con caratteristiche cinesi non deve copiare il sistema giuridico capitalistico-occidentale; dovrebbe invece veramente innovare e realizzare il concetto di democrazia popolare centrata sulle persone, in cui il popolo stesso costituisce la parte suprema, piuttosto che un sistema di democrazia occidentale che si caratterizza come una democrazia del denaro, oligarchica e basata su alcune grandi famiglie.

In terzo luogo, dal punto di vista del sistema economico, il marxismo innovativo sostiene che la Cina deve mantenere la posizione dominante della proprietà pubblica dei mezzi di produzione in modo da formare la superiorità sia in qualità e quantità totale delle attività e beni produttivi. La differenza sostanziale tra il socialismo e il capitalismo alla luce del sistema economico di base si trova nella struttura della proprietà sociale dei mezzi di produzione; nel primo, la proprietà pubblica dei mezzi di produzione svolge un ruolo di primo piano, dominante sia nella qualità e quantità e guidato dalle aziende di Stato, sulla cui base implementiamo un adeguamento strategico per far avanzare entrambi i settori, pubblico e privato, dell’economia, invece di promuovere i settori privati limitando quelli pubblici. Questo comporta un equilibrio nella crescita del Paese, arricchisce le persone e costruisce un socialismo con caratteristiche cinesi. Sia i settori pubblici sia quelli non pubblici dell’economia agiscono come fondamenti economici o elementi economici della società socialista ai suoi primi stadi. Nel contempo, i settori pubblici dell’economia sono il fondamento economico della sovrastruttura economica o socialista. Allo stato attuale, dobbiamo concentrarci sullo sviluppo della proprietà mista con capitale pubblico, affrontare correttamente il ruolo decisivo che il mercato svolge nell’allocazione delle risorse e l’importante ruolo dello Stato (Congresso dei deputati del popolo e governo). Il Presidente Zhang Dejiang ha chiarito nella relazione consegnata durante le due sessioni di quest’anno che dobbiamo concentrarci sul ruolo del mercato e su quello del governo piuttosto che solo su quello del mercato.

Infine, per quanto riguarda gli obiettivi, il marxismo innovativo sostiene che la Cina deve rispettare l’emancipazione e lo sviluppo delle forze produttive, eliminando lo sfruttamento e la polarizzazione sociale, realizzando l’essenza socialista e il principio della prosperità collettiva e della condivisione che sono i due pilastri di base della proprietà pubblica e della distribuzione del lavoro; e sulla base del socialismo con la massima crescita della produttività, in ultima analisi, lavorare per realizzare il comunismo globale in cui siano superati la proprietà privata (dei mezzi di produzione), le merci, le classi, lo Stato e la guerra.

Il socialismo con caratteristiche cinesi non è un tipo di sistema sociale fondamentalmente diverso dal socialismo scientifico; né è un cosiddetto socialismo originato dalla società feudale (pre-capitalismo). Si tratta di un lascito e di uno sviluppo delle teorie del socialismo scientifico ed è una modalità o uno stadio di sviluppo del socialismo scientifico stesso. La fase primaria del socialismo è destinata a evolvere verso fasi intermedie e avanzate in cui le forze produttive e rapporti di produzione saranno in parte sottoposti ad un cambiamento qualitativo e potrà giungere a una società comunista che si svilupperà e migliorerà ulteriormente. Questo è un processo di evoluzione storica e innovazione istituzionale piuttosto lungo. A partire dal XVIII Comitato centrale, il Segretario generale del PCC, Xi Jinping, ha più volte sottolineato la fede socialista con caratteristiche cinesi e gli ideali comunisti, che sono della massima importanza e rappresentano un taglio netto coi mali attuali.

Il rappresentante principale della scuola del marxismo innovativo è Liu Guoguang, consigliere speciale, membro ed ex vice presidente della CASS e famoso economista, e io stesso sono tra i suoi esponenti. Studies on Marxism, Journal of Economics of Shanghai School, Red Flag Manuscript, Journal of Ideological and Theoretical Education, Journal of Management e altre riviste cinesi sono tutte promotrici e rappresentative del marxismo innovativo; in particolare, la rivista Digest of Marxism riflette prospettive teoriche e politiche della scuola del marxismo innovativo in maniera sintetica.

Sia io che Liu Guoguang sosteniamo che la ricerca e l’innovazione teorica e la stessa dinamica politica in Cina dovrebbero in definitiva essere incentrate sulle caratteristiche nazionali della Cina, ma al contempo siamo anche tenuti ad avere una buona comprensione dello “stato del mondo”. Che si tratti di riforme o dell’avvio o dello sviluppo di importanti iniziative, dobbiamo prima familiarizzare con circostanze globali e nazionali e avere un’analisi precisa prima di attuare progetti pilota o di implementarli. Se questo ordine è invertito, per esempio, attuando incerti progetti di lavoro prima, o svolgendo cosiddetti processi di prova poiché è richiesto da autorità superiori, è probabile che si finisca in una situazione caotica e non pianificata, lasciando una grande mole di conseguenze fastidiose e molti inconvenienti man mano che si va avanti.

In conclusione, la scuola del marxismo innovativo dovrebbe, sulla base del principio “costruire su teorie cinesi, con la teoria marxista come corpo principale e l’apprendimento delle teorie occidentali adatte all’uso”, condurre una “innovazione globale”, imparando dallo stato del mondo, partendo dalle circostanze nazionali e dando priorità alle condizioni del nostro partito.

Successivamente, approfondiremo ulteriormente le teorie e punti strategici della Scuola del marxismo innovativo. Crediamo fortemente che dobbiamo concentrarci sullo sviluppo e il miglioramento del sistema di governance e del sistema istituzionale nel portare avanti il nostro socialismo e la sua direzione scientifica nel XXI secolo.

In primo luogo, nella costruzione del sistema economico, dobbiamo continuare a migliorare il “sistema economico quattro in uno”, che è costituito da un sistema plurale di forme proprietà dominato dalla proprietà pubblica, da un sistema di distribuzione dei fattori economici dominato dal lavoro, da un sistema di mercato multistrutturato guidato dallo Stato e infine da un sistema di apertura multidimensionale auto-orientato.

Tra l’altro, il socialismo con caratteristiche cinesi pone un accento particolare sul sistema economico di base in cui agisce la proprietà pubblica come una parte principale e diverse forme di proprietà si sviluppano fianco a fianco. Una differenza decisiva tra il socialismo e il capitalismo in termini di struttura di base del sistema economico è la proprietà sociale dei mezzi di produzione (su cui ha riflettuto Deng Xiaoping). La Cina prende come suo fondamento la proprietà pubblica dei mezzi di produzione che domina sia in qualità che quantità, ha l’economia statale che svolge un ruolo di primo piano, sviluppa attivamente l’economia collettiva e l’economia cooperativa e promuove settori non pubblici dell’economia in maniera moderata; questo è di vitale importanza per uno sviluppo sociale ed economico rapido e sano e la crescita del livello di vita delle persone. Questo costituisce inoltre la base economica socialista della sovrastruttura politica e del ruolo dirigente del Partito comunista (Jiang Zemin, Xi Jinping).

A causa di forze produttive in Cina ancora in via di sviluppo, in questa fase è impossibile ottenere una proprietà pubblica completa, ma dobbiamo mantenere la posizione dominante del settore pubblico dell’economia, mentre sviluppiamo il settore privato. Solo mettendo la proprietà pubblica in una posizione centrale in un contesto di economia di mercato possiamo veramente migliorare la crescita e il sistema della redistribuzione della ricchezza dominato dalla distribuzione secondo il lavoro, sulla base del quale ci sforziamo di realizzare la prosperità comune e la condivisione, l’equità e la giustizia. Solo in questo modo siamo in grado di mettere realmente in pratica una prospettiva scientifica di sviluppo orientata verso le persone o teorie dello sviluppo incentrate sulle persone e siamo in grado di fornire la base economica per la democrazia popolare e raggiungere rapidamente una modernizzazione socialista che classifichi la Cina tra i paesi sviluppati.

In secondo luogo, in termini di costruzione del sistema politico, dobbiamo migliorare costantemente il “sistema politico cinque in uno”, comprendente il Congresso del popolo, il sistema di cooperazione e consultazioni politiche multipartitiche sotto la guida del Partito comunista, il sistema di autonomia etnica regionale, il criterio “un paese due sistemi”, e infine il sistema di autogoverno delle comunità. Inoltre, la Cina deve anche sostenere l’unità organica della leadership di partito, l’idea del popolo come padrone del proprio paese e il governo dalla legge, promuovendo positivamente auto-innovazione e sviluppo del sistema politico socialista e intensificando la dittatura democratica del popolo. Tra l’altro, dobbiamo salvaguardare la natura del PCC come avanguardia della classe operaia, perfezionare il principio del centralismo democratico, migliorare una serie di relazioni significative come quelle tra i partiti politici, il Congresso dei deputati del popolo e il governo, così come l’equilibrio di poteri (per esempio, superando fenomeni di sostituzione del partito al governo e del governo al Congresso), in modo da riuscire a realizzare una leadership ordinata ed efficiente del PCC in conformità con la Costituzione.

Di fronte alla nuova rivoluzione scientifica e tecnologica, la classe operaia rimane la rappresentante delle esigenze di sviluppo delle forze produttive avanzate e dei rapporti di produzione principali e continua ad assumere la missione storica di rovesciare il capitalismo e di costruire socialismo e comunismo. In un nuovo scenario, con la comparsa e la coesistenza di più classi sociali, il PCC deve mantenere la natura di avanguardia della classe operaia e dipendere interamente dalla classe operaia. Allo stato attuale, la Cina pratica il sistema di cooperazione e consultazioni politiche multipartitiche sotto la guida del PCC, mentre un centralismo democratico scientifico è uno dei principi organizzativi fondamentali e organizzativi del PCC e del Paese che esso governa, oltre che una norma politica per gestire correttamente i rapporti dentro e fuori il partito.

In terzo luogo, alla luce dello sviluppo del sistema culturale, dobbiamo incentivare costantemente il “sistema culturale cinque in uno”, che comprende il sistema di trasmissione culturale ed il sistema di valori fondamentali socialisti come elemento principale e al tempo stesso consente una diversità culturale, il sistema di diritti di proprietà di beni culturali in cui gli atti di proprietà pubblica sono il pilastro ma a fianco ad essi sono promosse diverse forme di proprietà, il sistema delle imprese e delle istituzioni pubbliche in cui l’industria culturale è forma principale e la cultura senza scopo di lucro prospera, il sistema dell’apertura culturale che rende la cultura nazionale forma principale e consente di assorbire benefiche culture straniere, e infine il sistema di regolazione culturale che ha come pilastro le responsabilità del partito e del governo e incoraggia il mercato a svolgere un ruolo attivo.

Tra gli altri, il socialismo con caratteristiche cinesi promuoverà il sistema di valori fondamentali socialisti con il marxismo come la sua anima così come i valori più importanti in modo da guidare e condurre i diversi tipi di tendenze sociali, di pensiero e di pratiche sociali al fine di stimolare la prosperità culturale. Come visione del mondo e metodologia scientifico, il marxismo è una base teorica dei movimenti socialisti e dovrebbe occupare una posizione di guida nelle pratiche del socialismo con caratteristiche cinesi. Per avere il marxismo-leninismo e la sua teoria del marxismo-leninismo in Cina come guida, è necessario integrare i principi generali del marxismo-leninismo con la realtà attuale della Cina, migliorare le teorie socialiste con caratteristiche cinesi, promuovere pratiche socialiste con caratteristiche cinesi, studiare nuove situazioni, provare nuove esperienze e affrontare nuovi problemi. Il marxismo cinese e internazionale che si mantiene al passo con i tempi è un sistema aperto che si sviluppa di pari passo con i progressi scientifici e le nuove pratiche sociali; è dotato di potente e costante vitalità accademica ed è in grado di spiegare e rapportarsi con tutti i maggiori problemi della realtà attuale in patria e all’estero in modo scientifico.

Infine, in termini di sviluppo del sistema sociale dobbiamo migliorare continuamente il “sistema di gestione sociale cinque-in-uno”. Esso è composto: dal sistema di gestione sociale caratterizzato dalla direzione del Comitato centrale del PCC; dal governo come responsabile del coordinamento sociale e della partecipazione pubblica; dal sistema dei servizi pubblici di base che ha come pietra angolare la maggiore uguaglianza possibile e la combinazione di aree urbane e rurali; dal sistema della sicurezza sociale che è multi-livello e sostenibile ed è caratterizzato da un’ampia copertura e garantisce le esigenze fondamentali delle persone; dal sistema di tutela dei diritti e degli interessi della collettività che si caratterizza per il dominio dello Stato, il coordinamento multipartitico e sforzi individuali per tutelare i diritti; e infine dal sistema di gestione della sicurezza pubblica che assicura pari priorità a prevenzione e risposte alle emergenze, con una sinergia del pubblico e del mercato, la posizione dominante del governo e la partecipazione pubblica.

Inoltre, dovremmo fare sforzi concertati per costruire e condividere una società armoniosa orientata alle persone. Dovremmo anche innovare il sistema di gestione sociale. Dobbiamo, guidati dal Partito, incoraggiare una spinta positiva per combinare i meccanismi di regolamentazione del governo con il coordinamento sociale, rendere le funzioni di amministrazione del governo complementari con l’autonomia sociale e fare in modo che forze di amministrazione governative interagiscano coi fenomeni di assestamento sociale, al fine di formare un meccanismo scientifico ed efficace di coordinamento di interessi, espressione di richieste, mediazione di dispute e tutela dei diritti.

Bisognerebbe considerare che, mentre il sistema di democrazia socialista liberale è suscettibile essere migliorato, molte persone che non comprendono il socialismo e sono insoddisfatte della situazione cinese attuale equiparano capitalismo e democrazia liberale e confondono il socialismo con la dittatura. Se ci si limita a criticare l’ipocrisia del neoliberismo, della socialdemocrazia o del socialismo democratico senza migliorare il nostro sistema di democrazia socialista liberale, non riusciremo mai a sradicare il terreno su cui cresce nella nostra terra la democrazia liberale occidentale. Uno dei mezzi per superare la democrazia liberale occidentale è quello di fare in modo che la costruzione del socialismo in Cina contribuisca ancora di più alla libertà delle persone e alla democrazia, all’equità sociale e alla giustizia, alla crescita del paese e al maggiore benessere delle persone di qualsiasi altro paese. Questo dimostrerebbe che il socialismo è superiore al capitalismo.

Oggi, con il “sogno Cinese” come visione strategica e il sistema di governo a modernizzazione socialista come nostro obiettivo strategico, stiamo facendo sforzi su fronti strategici definibili “sette-in-uno”, vale a dire l’economia, la politica (tra cui la costruzione del partito), la cultura, la società, l’ecologia, l’elemento militare e la diplomazia, seguendo la disposizione strategica dei “quattro obiettivi generali” e prendendo cinque concetti di sviluppo come nostro pensiero strategico; nelle nuove condizioni in cui perseguiamo uno Stato che governa e una politica che agisce a tutto tondo, siamo pienamente qualificati e capaci di fare questo. Alla luce dello scenario economico da solo la nostra nuova normalità economica socialista non andrà mai incontro a un “atterraggio duro” a differenza della nuova normalità del dilemma economico occidentale, che è superfluo definire “collasso”. Ma se dovessimo seguire i passi di riforma di socialismo democratico in stile Gorbaciov e di riforma neoliberista di Eltsin, ci sarebbero enormi disastri per il paese e la gente. Non dobbiamo ripetere lo stesso sbaglio di commettere errori che sovvertano il sistema.

Infine, va sottolineato che se il marxismo innovativo della scuola cinese diventasse egemone nella comunità accademica, esso determinerebbe la direzione e il destino del socialista cinese nel XXI secolo insieme agli stessi dirigenti politici.

(L’autore è tra i primi membri del Dipartimento accademico dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali, membro del Presidium del Dipartimento accademico e direttore del Dipartimento accademico di studi marxisti, direttore del Centro di ricerca per lo sviluppo economico e sociale, presidente dell’Associazione mondiale di economia politica, presidente dell’Associazione cinese di ricerca sulle teorie economiche straniere, curatore della riviste internazionali trimestrali International Critical Thought e Review of World Political Economy)

(traduzione a cura della redazione. Si ringrazia Paolo Mura per la collaborazione)

Cina: PIL + 6,7 percento

Smentendo ancora una volta i maligni profeti di sventura occidentali, anche di estrema sinistra, il prodotto interno lordo (PIL) della Cina è aumentato del 6,7% nel secondo trimestre del 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mantenendo inoltre la stessa velocità di sviluppo produttivo dell’ultimo semestre.

Per quanto riguarda le vendite al dettaglio all’interno del gigantesco paese asiatico durante il periodo aprile-giugno del 2016, esse sono cresciute di ben il 10,6% rispetto all’anno precedente, dimostrando nei fatti il veloce incremento del potere di acquisto reale dei lavoratori urbani e rurali della Cina (prevalentemente) socialista; infine sempre nei primi sei mesi del 2016 sono stati creati più di 7 milioni di nuovi posti di lavoro nelle sole zone urbane della Cina.

Fonte: “China economy stabilizes despite headwinds”, 15 luglio 2016, in englishpeopledaily.com.cn